Devuccia – Vita e passioni di una blogger

L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai. "Audrey Hepburn"

Life is a b♥♥k

Capitolo 1
Un magico Natale

Natale è passato da due giorni, la giornata è fredda, ma la pioggia ha smesso di scrosciare, almeno per un po’. Prendo la macchina, e come di consuetudine accompagno Niko a lavoro, decido di andare a casa della mia amica per farle gli auguri di buone feste, dal momento che ho alcune ore disponibili. Mentre percorro la strada che divide me e lei, la mia mente fantastica, lo faccio sempre, amo sognare a occhi aperti, immaginare la mia vita, le cose che farò, del resto ho 22 anni cosa sarebbe la mia esistenza senza la fantasia. Davanti a me i fari delle macchine illuminano l’asfalto ancora bagnato, sono le 17, ma è già calata la notte, qualcosa distoglie il mio sguardo, una goccia è caduta energica proprio davanti ai miei occhi, guardo in alto, nel cielo già imbrunito, si possono notare le nuvole piene di acqua, sta nuovamente iniziando a piovere; in un attimo il tergicristallo spostava l’acqua come fossero due remi, rallento meglio essere prudenti. Per fortuna l’acquazzone è svanito veloce come è arrivato, lasciando nel vetro solo qualche gocciolina che il vento lascia scivolare lentamente fino a scomparire.
Finalmente arrivo, suono il clacson, perché non ha il campanello, la mia amica esce di casa per accogliermi, cos’ha in mano? Cerco di capirlo nel breve tempo che lei impiega a raggiungermi, mentre osservo attentamente, noto con stupore una piccola palla di pelo, dal manto di un colore che ricorda il miele, e due occhioni gialli come i fari che mi hanno accompagnata per tutto il viaggio, in un attimo il mio cuore esplose di gioia. “Guarda”, mi disse, lo esaminai attentamente, “la vuoi?” Esitai, dove l’hai trovata chiesi, “in un canale, proprio dietro casa” fece lei, sentivo il cuore battere a mille, pochi mesi prima il mio Micio era scomparso, tanti ricordi mi passarono per la mente in quella frazione di secondo che ci misi a dire SI, certo che la voglio, mi scesero quasi le lacrime, Stella, ti chiamerai così, luminosa come i tuoi occhi.

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 Piove, sono quasi le 19, un’altra grigia e umida giornata sta per volgere al termine, Bruna, con il suo grembiule rosso e le mani segnate ormai dal tempo, mette sul fuoco qualcosa per cena, poi come tutte le fredde sere d’inverno, si dirige verso suo marito Rino, si siede nella poltrona accanto alla sua per guardare la televisione. L’albero di natale di fronte a loro, emana delle meravigliose luci colorate, e nell’aria c’è un inebriante odore di arancia e cannella, si guardano, pensano ai regali che i loro figli gli hanno fatto qualche giorno prima, si emozionano, sono anziani, e i figli grandi ormai, ma sentire il dolce tepore familiare sotto le feste, riscalda ancor di più il loro cuore. In Tv ci sono programmi natalizi, tutto ricorda le festività, le pubblicità dei panettoni e dei giocattoli li accompagnerà ancora per molti giorni. Il fuoco nel camino sta calando di intensità, Bruna ricorda a suo marito di portare la legna, nel mentre va in cucina e con il sorriso sulle labbra continua a preparare la cena.

 

Tutti sono in preda all’euforia, ognuno in un attimo di pausa racconta dei regali ricevuti per le feste, o dove hanno passato il Natale.
Qualcuno si affaccia nel piccolo ufficio che precede le sale degli altri operatori e chiede a Niko se vuole un caffè. Una pausa ci vuole, pensò, mentre il profumo dell’aroma della moka invade la stanza. Sono quasi le 20:30 tutti i suoi colleghi non vedono l’ora di terminare le schede giornaliere degli utenti da chiamare, raggiungere le loro macchine e andare a casa, per godersi il meritato riposo; Niko va via dopo gli altri, appena ha finito di sbrigare le ultime scartoffie, sa che quando uscirà ci sarà Sabrina ad aspettarlo. Buonanotte disse ai responsabili, a domani, e si accinse a scendere le scale. Appena varcò la porta, un aria gelida lo accolse vigorosa, mise le mani in tasca e proseguì fuori dal palazzo. Appena aprì il portone vide Sabrina in macchina che aspettava con occhi grandi e sorridenti. Niko percepì qualcosa di insolito, ma non diede troppo peso, si avviò verso l’auto e aprì lo sportello, “ciao amore”, sentì subito una presenza, lentamente si voltò e la vide, vide qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
Era seduta sopra il portabagagli, lo sguardo timido e una voce che stentava a uscire, Niko non crebbe ai suoi occhi, Sabrina, con il sorriso sulle labbra, e il volto colmo di gioia, attendeva la sua reazione. Niko con un esclamazione di stupore e meraviglia, tese la mano verso quel prezioso sconosciuto, poi si sedette in macchina e si fece raccontare tutto.

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A casa gli scoppietti del camino echeggiavano nell’aria, le luci intermittenti si intravedevano danzanti attraverso i vetri appannati, e la pioggia decise di prendersi una piccola pausa. Rino come ogni sera, poco prima di cenare, taglia in piccoli pezzi il pane, appena abbrustolito, riponendoli con cura nel proprio piatto, quando all’improvviso udì il cigolio del cancello, e di corsa si voltò verso sua moglie esclamando “Bruna, sono arrivati!!”. Lasciò per un attimo quello che stava facendo per dirigersi verso la porta, apri la serratura e vide Sabrina che si avvicinò all’ingresso con aria felice. Bruna nel mentre mise la pasta a cuocere nel brodo, mescolando per non farla attaccare sul fondo, quando sentì chiamare il suo nome dall’altra stanza; appoggiò il mestolo di legno sul tavolo di fianco a lei e si diresse incuriosita verso il marito.

 Ero talmente felice, che quando Niko mi chiese di raccontargli tutto, le parole erano più veloci a uscire dalla mia bocca di quanto io a pronunciarle. Gli raccontai per filo e per segno il mio incontro con Stella, di quanto fosse stata fortunata a trovare la mia amica, lei ci guardava, accennava un miagolio, ma dalla sua piccola bocca non uscivano suoni, all’inizio era timida, ma già durante il viaggio verso casa, capii che noi tre saremo diventati una cosa sola, lentamente si avvicinò a noi in cerca di coccole si accovacciò su di me e si mise a fare le fusa. Mentre Niko guidava, io guardavo fuori dal finestrino, passarono 10 minuti, per fortuna aveva smesso di piovere, arrivammo a casa, e dai vetri appannati Niko vide suo padre aprire la porta. Io scesi per prima, mentre lui parcheggiò nel retro. A passo svelto e con il sorriso dipinto in volto camminai verso la porta, la maniglia era gelida, la aprii e presentai la nuova arrivata.
Rino e Bruna guardarono con occhi straniti il nuovo ospite, non sembrava debilitato, pensavamo potesse essere in dolce attesa, ma era troppo piccola. Le offrimmo un pasto caldo, e un luogo sicuro per dormire e senza troppo rumore, si accoccolò sul divano facendo le fusa che durarono per tutta la cena. Quella sera Niko ed io andammo a dormire senza dubbio più felici, mentre Bruna e Rino si interrogavano sul futuro della nostra piccola amica.
Il giorno seguente, come due bravi padroncini, portammo la nuova arrivata dal veterinario, che fece tutti i controlli necessari per capire se la nostra piccola Stella fosse in salute. Con cura esaminò la dentizione, diede un’abbondante pulita alle orecchiette, e controllò il pancino, ma alla domanda che gli ponemmo in seguito, rispose perplesso. Avevamo appena appreso che era un maschietto!!
Terminata la visita andammo via, con una costante risata muta, che modificava la fisionomia del nostro viso in un sorriso semi permanente. Quando arrivammo a casa, Bruna e Rino erano seduti come di consuetudine nelle poltrone di fronte al camino, capimmo subito che la tensione che si respirava era dovuta al fatto che ancora pensavano fosse una gattina gravida, ma appena abbiamo annunciato la novella, improvvisamente i loro volti rilassarono i muscoli e accettarono con più gioia la permanenza del nuovo inquilino.

Gigio Natale02

 

Era il 27 Dicembre 2004 ed era appena entrato a far parte della nostra vita, Gigio.

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